Internet delle Cose Elettronica

Internet delle Cose


Internet delle Cose in Cina

L’Internet delle Cose (in inglese Internet of Things o IoT) è uno dei settori tecnologici in più rapida espansione in Cina in dipendenza del procedere della realizzazione dei piani di urbanizzazione e della costruzione di smart cities.

Il XII Piano quinquennale, approvato dal governo cinese per gli anni dal 2011 al 2015, aveva già previsto incentivi economici e detrazioni fiscali per lo sviluppo industriale dell’Internet delle Cose.

Nel quinquennio di riferimento ad esempio il governo della provincia di Shandong ha stanziato 30 miliardi di dollari, suddivivisi tra le città di Jinan e Qingdao, per la realizzazione della Smart Shandong Province.

La regione del delta dello Yangtze (la zona costiera attorno a Shanghai) è comunque quella che finora ha investito maggiormente nel settore delle tecnologie Internet delle Cose.

In particolare, la provincia di Zhejiang è stata una delle prime province a promuovere la costruzione di città intelligenti. Al momento risultano avviati qui 20 progetti pilota che prevedono l’impiego di una nuova generazione di sistemi di gestione e tecnologie di Internet delle Cose per affrontare i problemi di gestione urbana e ambientale derivanti dalla rapida urbanizzazione.

La crescente domanda di tecnologie dell’Internet delle Cose non proviene solo dalle amministrazioni pubbliche cinesi, ma è fortemente supportata anche dall’edilizia privata

Il totale di investimenti stimati è di circa 2.9 miliardi di Rmb.

La crescente domanda di queste tecnologie non proviene però solo dalle amministrazioni pubbliche locali, ma è fortemente supportata anche dall’edilizia privata. Anche nel caso di singoli progetti commerciali o residenziali, vi è infatti una forte richiesta di mercato per l’introduzione di elementi di tecnologia avanzata che garantiscano l’ ”intelligenza” degli edifici commerciali e delle abitazioni di nuova costruzione.

Sebbene la Cina abbia ormai un gran numero di imprese produttrici di tecnologie IoT, queste tuttavia hanno davanti a sé molte sfide tecnologiche: oltre alla necessità di sviluppare ulteriormente tecnologie chiave, quali quelle dei sensori o della trasmissione e della elaborazione delle informazioni, vi sono anche i problemi legati alla mancanza di norme tecniche uniformi, mancanza che determina la possibile incompatibilità tra i sistemi e le apparecchiature di produttori diversi.

Inoltre, le imprese cinesi mancano di esperienza applicativa in termini di interfaccia utente rispetto ai loro omologhi stranieri e stanno massicciamente importando tecnologia avanzata da Europa e Stati Uniti.

Proprio per questo il settore offre opportunità interessanti alle imprese italiane che si occupano di elettronica, in particolare alle startup, il cui numero nell’ultimo triennio in Italia è aumentato del 40% e che secondo i dati forniti dal Politecnico di Milano, sono attive nei settori Smart Car, Smart Home e Smart City.

D’altra parte, come rileva Navigant Research nella ricerca “Smart City Suppliers Assessment of Strategy and Execution for 16 Smart City Suppliers”, che confronta appunto 16 aziende leader di mercato, attualmente il mercato globale delle tecnologie dell’Internet delle Cose presenta due tendenze: accanto alle grandi aziende leader come IBM e Cisco, o, per restare in Cina, Huawei, che stanno innovando il settore dell’energia, dei trasporti, degli edifici ecc. vi sono le start-up, che certamente senza poter egemonizzare il mercato, riescono però a proporre soluzioni che possono incontrare un grande interesse nel mercato in crescita dell’IoT.

Internet delle Cose in Cina