One Belt One Road GreenTech

One belt, One road


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Sostenibilità Ambientale al Centro dell’Iniziativa Cinese.

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Per realizzare la visione di integrazione regionale proposta con l’iniziativa “One Belt, One Road”, la Cina ha già stanziato fondi pari a circa 100 miliardi di dollari, e proprio la sostenibilità ambientale dovrebbe essere al centro delle valutazioni di progetto relative agli impieghi di questi fondi.

Il progetto “One Belt, One Road”, (traduzione letterale di “ yi dai, yi lu” che sintetizza due idee correlate) reso pubblico dal presidente Xi Jinping nell’ottobre 2013, mira a realizzare una più stretta interconnessione economica e strategica tra la Cina ed i paesi del blocco euroasiatico attraverso un programma di investimenti infrastrutturali che si snoderà lungo due direttrici.
La prima, chiamata la “New Silk Road Economic Belt” in omaggio alle antiche vie della seta partirà da Xi’an, e, attraversando via terra l’Asia centrale verso Istanbul, risalirà lungo l’Europa centro-orientale per arrivare a Venezia.
La seconda direttrice, detta “21st Century Maritime Silk Road”, partirà dalla provincia costiera del Fujian, attraverserà il Mar Cinese Orientale proseguendo fino allo stretto di Malacca, per poi dirigersi verso il Mar Rosso e il Mar Mediterraneo. Nel Mediterraneo il porto greco del Pireo costituirà (e già costituisce) l’hub di riferimento per i prodotti cinesi nel Mediterraneo orientale. Da qui dovrebbero poi partire due ulteriori rotte commerciali, una marittima che si ricollegherà a Venezia ed una terrestre che attraverserà tutta la dorsale balcanica.
Secondo gli analisti, l’iniziativa del presidente Xi agirà da catalizzatore per gli investimenti transfrontalieri in infrastrutture ecosostenibili e darà un grande contributo allo sforzo globale per combattere il cambiamento climatico e i problemi ambientali.

Il Chinadaily in questo articolo http://europe.chinadaily.com.cn/2015-11/13/content_22453222.htm pubblicato il 13 novembre scorso ha raccolto le opinioni di alcuni economisti circa l’impatto che nei prossimi anni gli investimenti necessari per realizzare l’iniziativa potranno avere sullo sviluppo del settore delle tecnologie verdi.

Secondo uno degli intervistati, Klas Eklund, senior economist alla banca svedese SEB, è prevedibile che per gli investimenti verdi lungo il percorso della One Belt, One Road t saranno utilizzati i green bonds, la nuova classe di asset in rapida crescita in tutto il mondo, che si caratterizza per il fatto di prevedere la destinazione esclusiva della raccolta di capitali a progetti “verdi” sia nuovi che già avviati.

Se originariamente le obbligazioni green erano emesse quasi esclusivamente da istituzioni finanziarie come la Banca Europea per gli Investimenti, la Banca Mondiale e la Banca Europea per la Costruzione e lo Sviluppo, oggi gli emittenti finanziari e societari utilizzano sempre più spesso questa nuova fonte di finanziamento.

A livello globale sono già stati emessi circa 40 miliardi di dollari, ma si stima che in Cina sarà necessaria una raccolta di almeno 2 miliardi di yuan (300 miliardi di dollari USA) per poter raggiungere gli obiettivi che il paese si è posto per il quinquennio di vigenza del XIII Piano quinquennale che sarà pubblicato a marzo 2016.